Animali e NaturaPerché le api muoiono dopo aver punto?

Perché le api muoiono dopo aver punto?

Piccole e preziose per la natura e l’umanità: è vero che le api muoiono dopo aver punto o è un luogo comune?

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Le api sono animali preziosi e il loro instancabile lavoro permette il processo di sopravvivenza a natura ed esseri viventi. Sappiamo bene che siano una specie protetta e che ogni condizione anomala debba essere segnalata e gestita dagli enti competenti. Nel momento in cui riceviamo la notizia che le api muoiono dopo aver punto, qualcosa non quadra: perché la loro vita deve finire in questo modo? Facciamo chiarezza!


“Il pungiglione delle api resta bloccato insieme al suo apparato digerente”


Come funziona il pungiglione delle api

Spesso e volentieri si tende a confondere le vespe con le api, essendo degli insetti similari e con una dimensione identica. Il loro colore predominante è il giallo insieme al nero.

L’ape si caratterizza per avere un corpo più arrotondato, mentre le vespe sono leggermente più pelose: ma le api hanno una capacità di impollinazione di alto livello. Le vespe infatti impollinano i fiori ma non con la stessa finalità delle api.

Il ruolo delle vespe in natura è di pulizia, loro infatti eliminano ogni tipologia di insetto morto o residuo naturale. Senza di loro il mondo sarebbe pieno di insetti deceduti e scarti in tutto il mondo.

Tornando al tema principale, le vespe possono colpire e tirare fuori il pungiglione prima di andare via, per poi riutilizzarlo in altre occasioni. Le api, al contrario, muoiono se pungono dei mammiferi. Analizzando il pungiglione delle api, questo è appuntito e si arricchisce di lame con dentini a sega. Queste ultime sono uguali ad un arpione così da poter penetrare profondamente: il sacco del veleno così facendo si apre e si distruggono le cellule nel buco.

Nel momento in cui l’ape punge, lo stringer pungente dell’ape è fatto per essere bloccato nel corpo del nemico mentre la vespa è rimovibile e riutilizzabile ogni volta che si desidera. La piccola ape punge per difendersi ma ha a disposizione solo una sacca di veleno e non può più liberarsi. Ma attenzione: le api muoiono solo se pungono un mammifero oppure un uccello, restando vive in caso di attacco ad altri insetti.

Perché le api muoiono dopo aver punto?

La questione triste è sempre la stessa: le api muoiono e noi non ci possiamo fare nulla.

Quando l’insetto punge un mammifero, il pungiglione spinato penetra lungo la pelle per iniettare il veleno e si blocca. A questo punto resta lì bloccato insieme al suo apparato digerente – ai muscoli e ai nervi. È un vero e proprio trauma addominale che porta inevitabilmente alla sua morte.

Ma non è tutto, infatti il pungiglione dell’insetto continua a pompare veleno sino a quando non sarà rimosso manualmente. Le aste spinose – grazie al movimento delle cellule nervose – attuano un movimento continuo e scavano a fondo nella pelle ancora per dieci minuti dopo la morte dell’ape.

Un punto non è ancora chiaro: ma se si può rimuovere il pungiglione, perché loro devono morire? A questo può rispondere solo Madre Natura ed evidenza che dal punto di vista evolutivo debba accadere per forza.

Cosa vuol dire che le api operaie non si riproducono?

Un altro tassello che si aggiunge alla questione riguarda le api operaie, che sono considerate dei soldati usa e getta per l’alveare. La loro unica funzione è impollinare dopo aver raccolto il nettare e difendere tutto l’alveare. È l’ape regina che attua il processo di riproduzione con il deposito delle uova che i fuchi devono fertilizzare.

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