ScienzaPerché il tempo è relativo?

Perché il tempo è relativo?

Espressione di uso comune o verità imprescindibile?

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Molte volta abbiamo sentito l’espressione il tempo è relativo, ma non possiamo inserire la frase all’interno delle frasi fatte o modi di dire perché in realtà il fatto che il tempo sia relativo è una realtà studiata da molti fisici e ormai anche un’espressione che nasconde del vero, oltre che essere un’espressione di uso comune poiché tutti abbiamo sperimentato il fatto che il tempo venga percepito in maniera differente: una giornata è fatta sempre da 24 ore ma, quando si fa qualcosa che ci piace il tempo vola mentre invece quando un’attività ci annoia il tempo sembra non passare mai ma… perché? Perché il tempo è relativo?

Gli studi sulla relatività del tempo

Il primo che ha studiato la relatività del tempo è stato Einstein, che ha notato che appunto il tempo è relativo e la sua percezione cambia, scorre più lentamente o più velocemente a seconda della situazione. Ognuno di noi ha una misura del tempo, diversa da persona a persona, che dipende da dove la persona si trova e da quello che sta vivendo durante lo scorrere del tempo. Usando le parole di Einstein:

Il tempo è relativo secondo la formula E = mc2

Oltre alla teoria, Einstein decise di dimostrare il fatto che il tempo è relativo, una rivoluzione scientifica per gli anni in cui lo scienziato ha dato vita agli studi sulla relatività del tempo. Come? Facendo un esperimento. Due aerei partono dallo stesso punto della Terra allo stesso identico orario, atterrando anche nello stesso identico punto. L’unica differenza è che il primo fa il giro completo della Terra da est verso ovest, mentre il secondo fa il giro completo della Terra da ovest verso est. Secondo Einstein il primo aereo sarà in anticipo di 0.67 secondi (quindi un tempo minimo) rispetto al secondo aereo. La motivazione di ciò? Perché, andando da est verso ovest, l’aereo non andava contro il moto di rotazione della Terra anzi, lo assecondava, e quindi, assecondando il movimento della Terra, acquistava qualche manciata di secondo di tempo!

Il paradosso dei gemelli

Ovviamente, con la teoria della relatività, Einstein buttava giù uno dei capisaldi della fisica quindi molti scienziati non accettarono la sua teoria. E Einstein, per avvalorare la sua tesi, creò l’esempio che oggi è considerato il più emblematico per spiegare la teoria della relatività: il paradosso dei gemelli.

Due gemelli vengono presi in esame. Essendo gemelli hanno la stessa età: uno dei due viene mandato nello spazio, con una navicella veloce come la luce, mentre il fratello rimane sulla Terra. Dopo vent’anni la navicella torna sulla Terra e si vede come un gemello sia invecchiato di vent’anni, mentre per quello che era nello spazio sono passati solo dodici anni.

Il paradosso sta nel fatto che per uno sono trascorsi vent’anni, ma il gemello astronauta ha impiegato dodici anni per percorrere i vent’anni sulla Terra.

Il tempo è relativo oggi

Ma, lasciando perdere la fisica, la teoria della relatività esiste anche nella percezione del tempo di tutti i giorni. Come abbiamo detto, se si fa qualcosa che ci piace, come un giorno di relax assoluto oppure un appuntamento che va bene, il tempo viene percepito in maniera differente rispetto a un giorno pieno di lavoro oppure un appuntamento che sta andando malissimo. Quindi possiamo dire che, nonostante tutte le resistenze quando l’ha formulata, la teoria di Einstein è quella giusta.

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