I cracker sono soffici e fragranti, amati da adulti e bambini. Una merenda golosa o un accompagnamento delicato durante i pasti. Se una volta non c’erano varianti, oggi la scelta è vasta tanto che la sua sfoglia è stata impreziosita da ingredienti di vario genere (olive, pomodorini, formaggio e così via). Una vera e propria sfida tra chef per rendere questo spezzafame unico nel suo genere.
Hanno una storia molto antica e affascinante, tanto da aver accompagnato i viaggi dei militari.
Ma c’è una cosa che ancora non è chiara: perché i cracker hanno i buchi?
“Per fare in modo che il cracker rimanga piatto e sottile”
Curiosità e storia dei cracker
Il cracker nasce come biscotto salato, per dare alle persone poco amanti dello zucchero, o impossibilitate nell’assumerlo, qualcosa di goloso da mangiare. Le sue origini sono antichissime e i primi a consumarlo sono stati i militari, che lo ottenevano come galletta e spezzafame durante le missioni.
Bisogna fare un passo indietro nel tempo sino al 1801, quando a Boston Josiah Bent ha inventato qualcosa che è piaciuto subito a tutti. Questa persona ha preparato un impasto per creare dei biscotti di acqua e farina proprio per accompagnare i marinai durante i loro viaggi infiniti.
E il nome? Cracker deriva dalla parola crakling=scricchiolio, proprio perché l’impasto durante la cottura faceva un rumore particolare e similare ad un continuo scricchiolio.
A cosa servono i buchi nei cracker?
A questo punto viene da chiedersi il motivo della presenza dei buchi sulla sfoglia. Sono solo delle decorazioni mantenute nel tempo o servono a qualcosa di specifico? La domanda viene fatta da tantissimi anni e non esiste un cracker che non abbia i tipici forellini lungo tutta la sua superficie fragrante.
Vi sveliamo il segreto? I buchi sono stati inventati per avere una funzione ben precisa e, senza di quelli, non si potrebbero avere i cracker così come sono.
I classici forellini sono chiamati “buchi di attracco” – Docking Holes – e vengono creati subito dopo aver steso l’impasto. Ma non sono messi a caso e svolgono un compito essenziale.
Questi bucherellini sono posti in maniera strategica per evitare che durante la cottura si formino le bolle, che farebbero gonfiare l’impasto impedendogli di restare piatto e sottile (caratteristica primaria di questo prodotto). Con questi fori, l’aria esce durante la cottura ad alte gradazioni e l’impasto non si gonfia e non trasforma loro in dei biscotti.
Si è scoperto nel tempo che questi fori, inoltre, servono per garantire alla sfoglia la sua ottima croccantezza. Insomma, si ottiene una sfoglia sottile, croccante e fragrante ottima da gustare in ogni situazione.
Ma i buchi hanno una posizione e una quantità definita? Gli esperti del settore hanno indicato che la disposizione di questi fori e la quantità determina sempre la consistenza finale dei cracker.
Quando i cracker hanno tanti forellini uno vicino all’altro diventano secchi e duri, mentre quelli che hanno dei buchi distanziati e in minor numero sono morbidi. Maggiore è la distanza tra un foro e l’altro e più il prodotto sarà morbido, anche se si forma qualche bolla nel mezzo.




