Il riso venere nasce da un incrocio fra il riso nero di origine cinese e il riso autoctono della Pianura Padana. La sua coltivazione ha inizio nelle risaie del Vercellese, a partire dal 1997: principalmente la produzione di questo cultivar – termine con il quale si indica, in agronomia, le piante coltivate con modificazioni e miglioramenti genetici – fu autorizzata a poche aziende della zona, per poi espandersi, nel corso degli anni, ad altre in tutta la pianura, soprattutto nelle provincie di Vercelli e Novara. Ma perché il riso venere è nero? E essendo di un cultivar, è da considerarsi una coltivazione naturale o artificiale?
si tratta di un riso cinese incrociato con un riso italiano
Trattandosi di un incrocio il riso venere raccoglie in sé le caratteristiche e le proprietà delle piante da cui ha origine. La colorazione violacea molto scura, tendente al nero, viene dal riso nero cinese. Si tratta di una pianta antica, coltivata in Cina già a partire dal XIX secolo, esclusivamente per il consumo dell’imperatore e della sua corte. Per questa ragione, viene chiamato anche il riso proibito. È un riso integrale, ricco di fibre e quindi un ottima fonte di antiossidanti, di calcio e di ferro per la salute di ossa e denti.
Antociani, alleati di salute e benessere
Il colore scuro, sia al riso nero che al suo “derivato” riso venere, è dato dagli antociani ( detti anche sostanze antocianine) contenuti nei chicchi. Sono pigmenti vegetali idrosolubili che appartengono alla famiglia botanica dei flavonoidi, che aiutano a combattere l’invecchiamento cellulare, l’insorgenza di tumori e le patologie cardiovascolari. Gli antociani sono la ragione della colorazione rosso viola in molte specie di frutta e di ortaggi, come ciliege, ribes, frutti di bosco, melanzane. Più questa colorazione tende allo scuro, più la presenza di questo elemento nella pianta e nei suoi frutti è considerevole. Non sono state rilevate particolari controindicazioni al consumo di prodotti che contengono antociani: tuttavia a scanso di ogni equivoco, in gravidanza o durante l’allattamento, meglio consultare il medico e/o ridurne le dosi.
Riso Venere, naturale o artificiale?
Essendo un cultivar – un incrocio fra altre specie botaniche – il riso venere potrebbe essere definito come una modificazione genetica, un qualcosa di artificiale. Racchiude in sé, però, moltissime delle proprietà nutritive dei risi da cui deriva, quindi viene classificato come appartenente al settore dei prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati. E proprio come gli altri tipi di riso integrale, il riso venere si presta come ingrediente ideale per ottime pietanze, vegetariane e non, calde e fredde, in ogni stagione dell’anno. I tempi di cottura sono un po’ più lunghi del riso bianco, ma il sapore è ancora più buono, un gusto vicino alla fragranza del pane appena sfornato. In estate e primavera, si possono preparare ottime insalate fresche con tonno o formaggio fresco o tagliato a dadini; nei mesi più freddi, prelibate zuppe calde o saporiti risotti, con verdure di stagione, gamberetti e formaggi cremosi.




