Il giorno del Ringraziamento o Thankgiving Day è una festa prettamente americana che viene festeggiata il 26 novembre, in ricordo dell’aiuto offerto dai nativi americani ai primi coloni inglesi giunti dall’Inghilterra a bordo della Mayflower e arrivati nel Massachussets attorno al 1620. In quegli anni, infatti, in Inghilterra vi erano delle lotte religiose: i cristiani erano perseguitati per la loro religione, visto che la Gran Bretagna era Calvinista. I perseguitati decisero, quindi, di abbandonare l’Inghilterra e andare nel Nuovo Mondo, quindi nel 1620, un gruppo composto da 52 uomini, 18 donne e 32 bambini si imbarcarono sulla Mayflower e, dopo un duro viaggio per attraversare l’Oceano Atlantico, arrivarono sulle coste del Massachussets con l’inverno alle porte. Ad aiutarli furono proprio i Nativi Americani, e questo aiuto da parte dei padroni di casa ai nuovi arrivati viene festeggiato ogni anno, con le famiglie si affannano nella preparazione del tacchino da consumare a pranzo e da condividere con le persone più bisognose.
Il tacchino
Ma come mai proprio il tacchino è la portata principale per il giorno del Thanksgiving? Questa tradizione nasce nel XIX secolo, quando gli storici iniziano a ricostruire l’incontro tra i padri pellegrini e i nativi e il banchetto a cui i due gruppi parteciparono. Gli indiani portarono carne di cervo, mentre i pellegrini servirono uccelli selvatici: in un primo momento gli storici non specificarono quali uccelli selvatici fossero, anche se il tacchino era originario proprio del Massachussets. Oltre a questo, gli storici sottolinearono anche che i nativi americani indicarono ai nuovi arrivati quali prodotti coltivare e quali animali allevare, nella fattispecie il granoturco e i tacchini.
Oltre a questo, la storia racconta che, con la nuova prosperità raggiunta, nel 1623 il leader dei Padri Pellegrini William Bradford ordinò che le famiglie si riunissero nelle loro case l’ultimo giovedì di novembre a ringraziare la bontà di Dio per la grazia ricevuta consumando proprio quei tacchini che gli avevano permesso di raggiungere una nuova prosperità nella patria che li aveva accolti.
Ma, non essendoci delle evidenze storiche, la questione rimane avvolta nel mistero, anche se non è molto difficile crederci: di questi animali ce n’erano in abbondanza; quindi, era molto semplice che le persone riuscissero ad avere un tacchino da uccidere senza alcun tipo di problema. Inoltre, non essendo importanti come le galline (che producevano le uova) o le mucche ( molto importanti per il latte), non era un problema disfarsi dei tacchini.
Un’altra conferma di questa connessione tra il tacchino e il Giorno del Ringraziamento ci viene data dalla letteratura americana: grazie al romanzo di Sarah Josepha Hale “Northwood” (1827) e al romanzo breve di Charles Dickens ‘Il Canto di Natale’ (1843), l’animale e la celebrazione, inseriti nelle pagine dei rispettivi libri, sarebbero diventati sinonimi l’uno dell’altra.
La grazia presidenziale
Una delle tradizioni più amate del Ringraziamento è chiamata la grazia presidenziale. Infatti, alcuni giorni prima del Giorno del Ringraziamento, alla Casa Bianca, il Presidente degli Stati Uniti in carica concede la grazia a due tacchini, che viene chiamata National Thanksgiving Turkey Presentation. Questa tradizione nasce nel 1963, quando John Fitzgerald Kennedy scelse di non cucinare il tacchino donatogli dalla National Turkey Federation, una Federazione che si occupava, ogni anno, di donare alla Casa Bianca il tacchino da cucinare al Ringraziamento. In questo modo, è l’intera nazione, rappresentata dal presidente in carica, a ringraziare il simbolo da cui gli americani traggono le loro origini. Dal 2003 a questa tradizione se ne è aggiunta una seconda, cioè quella di dare un nome ai tacchini salvati, votando sul sito della Casa Bianca. Gli ultimi due tacchini salvati sono stati Corn e Cob (“Mais” e “Pannocchia”), sotto la presidenza di Trump. Come si chiameranno quest’anno?










