Non è insolito vedere galline che beccano e che mangiano le proprie uova. Non parliamo di ovicoltura in batteria, dove le uova appena deposte vengono subite trasportate via sui nastri raccoglitori, ma di allevamento a terra, in aziende agricole dove gli animali raspano in libertà e depongono le uova ovunque si trovino. In questo modo, se non si raccolgono subito, può capitare che le uova possano essere mangiate dalle stesse galline.
“Il calcio è un elemento fondamentale nell’alimentazione delle galline”
La gallina è un animale intelligente
La causa principale di questo comportamento, sta nella carenza di calcio e altre sostante nutritive nell’alimentazione del pollame. Per quanto, scherzando, si usi dire che la gallina non è un animale intelligente, ha, come tutti gli altri animali, un forte istinto all’autoregolamentazione: sa quanto deve mangiare e cosa serve per star bene. Da qui il proverbio popolare “Gallina che non mangia, ha già mangiato”, proprio per indicare chi non vuol mangiare (o fare qualcosa) perché l’ha già fatto e non serve farlo ancora. Inoltre, dal loro benessere, anche alimentare, dipende la salute delle uova deposte e degli eventuali pulcini nascituri e, di conseguenza, il sano proseguimento della specie. E questo le galline e – Madre Natura – lo sanno!
Infatti, un altro segno che l’alimentazione può essere povera di calcio è visibile analizzando il guscio delle uova. Se questo si presenta estremamente sottile e fragile o la superficie non è omogenea e liscia come dovrebbe, vuol dire che l’apporto di calcio e sali minerali nel mangime del pollame è insufficiente. Ecco perché la gallina mangia le proprie uova, per ritrovare gli elementi indispensabili per una alimentazione sana e bilanciata, quando non li trovano nel mangime offerto loro dall’allevatore e in quanto beccano raspando a terra.
Gli elementi nutrienti del tuorlo
Un uovo di gallina classificato come medio-grande pesa in media 60 grammi. Nel tuorlo sono presenti più o meno 33 mg di calcio e 0,7 di ferro, oltre ad altri elementi come zinco, vitamina D, vitamina E e tutte le vitamine del gruppo B. È per quello che la gallina non si limita a beccare il solo guscio, anch’esso ricco di calcio, ma ha necessità di mangiare anche l’interno.
Alimentazione del passato e mangimi moderni
Nel passato, i contadini usavano macinare finemente dei sassi e spargerli nell’aia o nelle gabbie del pollaio, per darli in pasto al pollame. Le galline sono avvezze a mangiare piccole pietre, perché sono utili alla digestione: infatti, nella muscolatura dello stomaco, i chicchi di grano e i semi dal guscio più duro vengono frantumati proprio grazie ai sassolini ingeriti. In questo modo si garantiva anche l’apporto di tutti i nutrienti utili alla salute di galline e uova, come calcio e altri sali minerali.
Oggi nell’ovicoltura moderna, sia nelle grandi realtà industriali che nelle piccole aziende agricole, l’alimentazione delle galline avviene tramite mangimi già preconfezionati, che contengono tutti gli elementi utili per una dieta equilibrata, nelle giuste percentuali. In alternativa, esistono in commercio anche degli integratori alimentari per animali, proprio per sopperire a eventuali carenze e insufficienze di calcio e per evitare che la gallina mangi il proprio uovo.




