Da sempre c’è l’usanza di dire che la primavera è la stagione dell’amore: lo hanno cantato i poeti, lo hanno scritto i musicisti e ormai è radicato nelle nostre credenze comuni. Ma come mai la primavera è la stagione dell’amore?
“IL CORPO PROCUDE PIU’ SERATONINA”
Il suo significato nasconde qualcosa di profondo
In realtà dietro al fatto che la primavera sia considerata la stagione dell’amore si nasconde un significato molto profondo. Infatti, la primavera simboleggia la rinascita: le giornate si allungano, c’è più sole e quindi siamo tutti più felici poiché il corpo produce più seratonina, si tolgono gli strati di vestiti e maglioni invernali e tutti abbiamo bisogno di novità. In realtà però ci sono dei motivi anche fisiologici per cui in primavera ci innamoriamo di più.
La primavera fa risvegliare gli ormoni
Durante il periodo primaverile, infatti, abbiamo un risveglio degli ormoni che, durante l’inverno, facevano sì che ci sentissimo più stanchi. Per quanto riguarda le donne, l’ormone che ha un ruolo centrale è la dopamina: infatti con la presenza di numerose ore di luce, la dopamina cresce e fa si che nelle donne ci sia un aumento del desiderio sessuale.
Lo stesso succede negli uomini, che in primavera subiscono un innalzamento del testosterone, ormone che fa aumentare il desiderio sessuale maschile e che fa si che la massa magra si asciughi.
Aumenta la Vitamina D e diminuisce lo stress
In inverno vediamo come la mancanza di sole e di luce fa innalzare i livelli di stress, facendo nascere anche quelle che vengono classificate come SAD (la depressione stagionale).
In primavera, una maggior esposizione ai raggi del sole stimola la produzione di serotonina (l’ormone del benessere) e di vitamina D. Questa produzione maggiore della serotonina e della vitamina D causano un nuovo vigore, maggior leggerezza e quindi vedere la vita in maniera più positiva, su tutti i fronti.
La primavera e il risveglio dei sensi
In primavera, anche i cinque sensi, come accade per gli ormoni, si risvegliano dal letargo invernale.
Il primo fra tutti è l’odore, che inizia a sentire i feromoni in maniera più intensa e fanno sì che ci si attiva di più.
L’olfatto è il primo senso che si risveglia, ma in realtà a lui sono collegati gli altri sensi: un abbraccio stimola l’ossitocina che tende a rafforzare il legame col partner e che viene chiamato l’ormone dell’amore; un bacio stimola il gusto, che si collega anche lui ai feromoni dell’odore.
La primavera è la stagione dell’amore nella letteratura
Come abbiamo detto più volte, i poeti hanno da sempre cantato e riportato nelle poesie che la stagione primaverile è la stagione dell’amore, sottolineando il risveglio della natura ma anche degli ormoni degli uomini. Un esempio si può trovare già nella lirica del 1100:
Nella dolcezza della primavera
i boschi rinverdiscono…
È tempo, dunque, che ognuno si tragga
Presso a quel che più brama…
Del nostro amore accade
come del ramo di biancospino,
che sta sulla pianta tremando
la notte alla pioggia ed al gelo,
fino al domani, che il sole s’effonde
infra le foglie verdi sulla fronde.
Questa poesia del 1100 dimostra come la primavera sia legata a doppio filo a due temi principali: la rinascita e l’amore che Guglielmo IX, il poeta e autore della lirica, intreccia con la nascita dei fiori di biancospino e quindi crea una connessione tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, la fine del giorno e l’inizio del giorno seguente e l’insorgere dell’amore, che può essere per la natura, per una persona o, più comunemente, l’amore per la vita.




