ProverbiPerché si dice avere la coda di paglia?

Perché si dice avere la coda di paglia?

Una locuzione che ha origine nell'Antica Grecia (o forse nel Medioevo) fra le più usate nel linguaggio di tutti i giorni

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Avere la coda di paglia è una locuzione, un modo di dire, che si usa quando ci si riferisce a una persona che ha qualcosa da nascondere, che non è del tutto a posto con la coscienza. Si usa per indicare qualcuno che ha un atteggiamento guardingo, che è sulla difensiva e che evita il confronto con gli altri per paura di essere scoperto; si dice anche di qualcuno eccessivamente permaloso e timoroso che qualcuno scopra e infierisca sui suoi difetti o sui suoi errori.


“si riferisce a una persona che ha qualcosa da nascondere”


La coda di paglia, la favola di Esopo

La frase idiomatica “Avere la coda di paglia” ha origine da un’antichissima favola di Esopo, il celebre scrittore greco vissuto a cavallo fra il VII e il VI secolo a. C. La novella narra di una volpe, che avvicinatasi troppo a una fattoria per predare, cadde vittima di una trappola. Riuscì a salvarsi, ma la bella e vaporosa coda rimase nella tagliola. La bestia, che si vergognava di quella menomazione, si costruì allora una coda fatta con della paglia, grazie anche all’aiuto di altri animali della foresta. Tutti fecero promessa di non divulgare questo segreto imbarazzante che riguardava la volpe, ma un galletto della fattoria un po’ più pettegolo degli altri, spifferò tutto e la voce arrivò anche alle orecchie del contadino padrone del podere. A quel punto il fattore prese ad accendere dei piccoli fuochi nei pressi delle stie del pollame e dei recinti dei propri animali, ben sapendo quanto la paglia sia un materiale altamente infiammabile. Lo sapeva anche la volpe, che da lì in avanti, si guardò bene di avvicinarsi di nuovo alla tenuta del contadino.

La tradizione medioevale

Esiste un’altra teoria che attribuisce l’origine del proverbio “Avere la coda di paglia” a una vecchia tradizione medioevale. Alle persone che dovevano pagare una colpa veniva attaccata sul fondoschiena una coda vaporosa fatta con la paglia: venivano poi fatte sfilare per le strade, in modo da essere viste e sottoposte allo scherno e al disprezzo della gente. Qualche volta la coda prendeva fuoco o veniva accesa volontariamente. Il condannato era costretto a correre, per cercare di spegnere la coda in fiamme, e urlava di paura e di dolore, rendendosi anche ridicolo. A quel punto l’umiliazione e la derisione del popolo erano veramente totali.

Metafora e simbologia della coda di paglia

Nella favola di Esopo è chiara la metafora: la coda di paglia rappresenta la colpa, il difetto di cui ci si vergogna e che deve essere celato a tutti i costi. Ma si tratta di un segreto molto difficile da nascondere, perché la paglia prende fuoco con nulla e comunque è sempre complicato, e qualche volta sciocco, ingannare gli altri e cercare di farla franca. Nella pratica medioevale, invece, si da a questa locuzione un altro significato: la coda simboleggia il degrado della persona, l’uomo – che la coda non ce l’ha – che si abbassa fino al livello della bestia. Il fatto che la coda sia fatta di paglia, poi, rincara la dose dell’umiliazione, essendo un materiale di nessun valore.

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