ProverbiPerché si dice il gioco non vale la candela?

Perché si dice il gioco non vale la candela?

Quale è l'origine di questo modo di dire? E che cosa c'entrano le candele?

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Il gioco non vale la candela” è un modo di dire tutto italiano che si usa quando si vuole rischiare per fare una cosa, anche se è meglio pensarci su a volte se il rischio ne vale la pena o meno. Quando non si è sicuri di rischiare oppure, per dare consigli su qualcosa che un nostro interlocutore vuole fare si utilizza questa espressione. Ma quale è la sua origine e perché le candele vengono messe in relazione con il rischio?


“PRIMA DI INZIARE A FARE QUALCOSA DI RISCHIOSO OCCORE SEMPRE CHIEDERSI SE NE VALE LA PENA”


Origine dell’espressione

Questa espressione, molto usata ancora ai giorni nostri, risale a quando non esisteva l’elettricità e le famiglie si riunivano intorno a un tavolo per la cena e, quando faceva buio, accendevano le candele per vedere quello che succedeva in casa. In un secondo momento, dopo la cena si passava la serata a fare dei giochi oppure gli amici si incontravano nelle taverne per creare delle bische, clandestine e non . E, infatti, il detto nasce proprio da qui: quando la posta in gioco che si era raccolta dalle puntate dei giocatori era talmente bassa da non riuscire a ripagare colui che metteva la “candela” allora si diceva il gioco non vale la candela, nel senso che, dato che la vincita era bassa, non conveniva sprecare la candela per continuare a giocare.

Nonostante questo, anche questa frase nasce da un modo di dire, questa volta religioso, in cui la candela è molto importante poichè serve per pregare i santi. L’espressione nasce in Francia, ed era “le saint (le jeu) ne vaut pas la chandelle”, che in italiano è stata coniata con il santo non vale la candela, specialmente quando il santo a cui si stavano rivolgendo le preghiere non era famoso oppure non aveva fatto nessun miracolo, quindi non si poteva sprecare una candela per chiedere la sua attenzione, tanto non avrebbe potuto aiutare il devoto. A quanto pare anche le preghiere dovevano essere fatte bene, in Francia, altrimenti non ne valeva la pena.

Questa espressione è utilizzata ancora oggi, ma non in Francia, dove ha avuto la sua origine, bensì in Svizzere dove, a quanto pare, ci sono ancora santi di serie A e santi di serie B.

“Il gioco vale (o non vale) la candela” in letteratura

L’espressione “il gioco non vale la candela” viene utilizzata per la prima volta alla fine del Cinquecento. Il primo che utilizzò questo modo di dire fu il filosofo francese Michel de Montaigne, che iniziò ad osservare i giocatori di carte che, come abbiamo detto precedentemente, passavano le loro serate nelle osterie a giocare a carte, utilizzando i soldi delle loro carte e passando il tempo in compagnia anche di boccali di vino.

De Montagne aveva iniziato a studiare, appunto, i giochi di carte che venivano fatti nelle osterie, in modo tale da poterli riproporre in alta società, come la maggior parte dei giochi, che dai popolani passavano nei casinò che venivano organizzati durante le feste. Sentendo l’espressione il gioco non vale la candela durante la maggior parte delle partite, De Montagne associò la frase a quando la posta in gioco era bassissima e quindi ne scrisse in un suo trattato.

E fu così che il gioco non vale la candela è divenuta un’espressione di dominio pubblico.

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