“Sano come un pesce” è un simpatico modo di dire per indicare qualcuno che è in perfetta salute. L’origine di questo detto è da ricercarsi nell’antichità, poiché un tempo si pensava che i pesci fossero animali che non si ammalavano mai. In realtà anche i pesci si ammalano a causa della selezione naturale della specie. In passato era difficile osservare un pesce che stava male. Oggi è più facile e almeno una volta nella vita ognuno di noi ha assistito all’agonia e (purtroppo) alla morte del nostro pesciolino in una boccia o in un acquario. I pesci possono ammalarsi gravemente a causa dell’inquinamento provocato dall’essere umano.
Quindi, solamente negli ultimi secoli gli abitanti del mare hanno sviluppato patologie particolarmente importanti che conducono, spesso, a una morte lenta e sofferta. La contaminazione della natura da parte dell’uomo non lascia scampo a parecchie specie animali del resto. In antichità difficilmente pescatori o naviganti assistevano a vere e proprie ecatombi di pesci come accade invece ai giorni nostri. È pacifico affermare quindi che lo studio sulle morie dei pesci ha preso piede solamente negli ultimi decenni.
“Un tempo si pensava che i pesci fossero animali che non si ammalavano mai”
I pesci si ammalano? Certo che sì!
I pesci, come qualsiasi altra specie animale, si ammala e può quindi morire a causa di una patologia grave. Di conseguenza possiamo dire che l’espressione “sano come un pesce” non abbia lo stesso valore di un tempo. Tuttavia, diversi studi confermano come la presenza di alcune specie ittiche sia un valido strumento per monitorare la salubrità e la qualità delle acque nel mondo. I pesci che nuotano nei mari e nei laghi sono espressione di vita e se tali specie stanno bene, significa che anche l’acqua in cui vivono è avulsa da materiali dannosi.
Il pesce è comunque simbolo di salute
Di solito i pesciolini domestici sono conservati all’interno della classica boccia di vetro. Per alcune specie è tuttavia fondamentale un acquario spazioso con tanto di purificatore dell’acqua. Al di là di tutto, oggi come oggi siamo in grado di monitorare quotidianamente la condizione fisica dei pesci che abbiamo in casa. Dato che nel passato non c’era la consuetudine di addomesticare i pesci, non era possibile capire se e quando si ammalavano. Ciò conferma come l’espressione “sano come un pesce” sia molto antica.
È tuttavia difficile capire quale è stato il periodo esatto in cui le persone hanno iniziato a utilizzare tale detto. Tuttavia, è anche vero che la figura del pesce e la salute sono correlate per altri motivi. Mangiare fauna ittica porta infatti benefici al corpo umano. Specie come tonno, salmone e pesce azzurro sono ricche di Omega-3. Gli Omega-3 sono grassi polinsaturi considerati essenziali, poiché favoriscono la riduzione della pressione sanguigna e del livello di trigliceridi. I medici consigliano di consumare almeno due porzioni di pesce a settimana.
Le malattie dei pesci
Tra le malattie dei pesci ricordiamo la saprolegnia, ossia, i funghi che possono colpire la fauna ittica. La malattia si palesa come una sorta di ovatta sulla pelle dei pesci. La si può eliminare immergendo il pesciolino in un pò di acqua salata. In caso di pesci d’acqua dolce sarà meglio toglierli ai primi segnali di sofferenza. Vi è poi la putredine delle pinne, che si manifesta solitamente dopo che le pinne hanno ricevuto alcuni danni. Anche in questo caso, la soluzione è immergere il pesce in un bagno di acqua salata per eliminare il male e purificare le pinne. L’alternativa è l’utilizzo di antibiotici in acqua pulita. Vi è inoltre l’idropsia, ovvero, quando il corpo del pesce si gonfia, con tanto di sollevamento delle scaglie. Per alcuni acquariofili tale patologia è incurabile.




