Perché si dice abbiamo fatto 30 facciamo 31?

Storia e utilizzo di questo modo di dire

1889
si può fare di più

Possiamo dire che l’italiano è una delle lingue latine che più fa uso di modi di dire e detti popolari che fanno capire meglio il concetto. Questo perché in Italia non c’è stata una lingua unica fino a metà Ottocento, quando c’è stata l’Unità d’Italia. Prima di allora, in ogni regione vi era una lingua diversa, che oggi possiamo ritrovare nei dialetti e, anche, nei modi di dire, che ancora oggi vengono utilizzati nel gergo colloquiale, proprio come sono stati tramandati da padre in figlio, in modo da mantenere quel brio che caratterizza, oggi, sia i dialetti che son presenti nelle varie regioni, ma anche nella lingua italiana, che nasconde e conserva tantissimi modi di dire che portano alla più semplice comprensione di una frase o di un concetto.
Uno tra questi è “abbiamo fatto 30, facciamo 31”, un modo di dire che significa a incoraggiare la persona a osare di più, specialmente quando si fanno grandi imprese. In senso letterale, appunto, quando vengono fatte grandi imprese, indica “Siamo arrivati fino a questo punto, facciamo un passetto avanti”.
Ma da dove nasce questo modo di dire?


“SPRONARE UNA PERSONA A FARE DI PIU'”


Nascita del modo di dire

Per molti modi di dire la loro origine è molto incerta, sia perché queste frasi fatte provengono dalla tradizione orale; quindi, non si sa chi li ha inventati ma vengono attribuiti ai primi che hanno scritto il modo di dire in delle opere o nei primi dizionari che sono nati in Italia.

Non è il caso di questo modo di dire poiché si sa in maniera certa della sua origine e della storia per cui è nato: nel 1517 il papa, Pio X, doveva scegliere i nuovi cardinali tra coloro che erano in lizza. Così, per essere equo e informare tutti allo stesso tempo, iniziò a scrivere una lista dove inserì i nomi dei dodici cardinali. I nomi su questa lista, essendo Pio X indeciso, salirono prima a venti e poi a ventotto, e infine a trenta, cosa che fece arrabbiare i vecchi cardinali: la scelta dei cardinali non era mai stata così numerosa. Il giorno in cui il papa doveva mostrare la lista, si rese conto che non aveva aggiunto un suo amico molto importante; quindi, Pio X aggiunse il trentunesimo nome, esclamando alle proteste dei vecchi cardinali “Tanto è 30 che 31”. E da questa frase del papa nacque il detto, che venne utilizzato anche dal popolo cambiandolo leggermente in “Abbiam fatto 30, facciamo 31!“.

Gli usi del detto

Ad oggi questo detto popolare viene ancora utilizzato da tutti, mantenendo il significato più o meno inalterato. Ancora oggi, “Abbiamo fatto 30, facciamo 31” viene utilizzato per spronare una persona a fare di più, poiché essendo arrivata quasi alla cima, ha dimostrato che ha le capacità per arrivare tranquillamente alla cima. Per arrivarci bisogna fare solo un piccolo sforzo, non soltanto guardando lo schema generale ma guardando principalmente quello che è stato fatto: quello che si richiede è un piccolo sforzo per appunto arrivare alla meta, che non è così complicato rispetto, appunto al quadro generale.